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MULTI PROJECT  ECE  NEWS  -  2017, 10-11-12

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Anno 2017, n.11-12                     Newsletter EUMAN, EUNews, AwarEU              Ottobre - Novembre - Dicembre 2017

 

 

Collegamenti a Progetto EUMAN - Progetto EUNews - AwarEU sito

Contiene: I - Le nostre iniziativeII - EditorialeIII - Per approfondire

 

I - Le nostre iniziative

Progetto EUMAN. Scade il 31 gennaio 2018 il concorso creativo per gli studenti “IT’S EUMAN!Partecipate numerosi al concorso!!!   Il testo del bando è disponibile nelle pagine del progetto sul sito di CesUE, e scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. riceverete supporto dedicato, chiarimenti etc. La premiazione del concorso è confermata al 20 febbraio 2018 presso il Teatro degli Arcimboldi a Milano (https://www.cesue.eu/euman-concorso-e-giornata-conclusiva.html).

Progetto EUNews. Il lancio di un innovativo programma televisivo di approfondimento sull’Europa, “EUNews - L’Europa oggi”, è partito il progetto EUNews del CesUE. Il programma televisivo, che è realizzato in collaborazione con l’emittente Toscana TeleGranducato, andrà in onda con cadenza settimanale tutti i martedì sera a partire dalle 21.10 e sarà fruibile anche sul sito del CesUE nella pagina dedicata: https://www.cesue.eu/k2-progetto-eunews.html (potete già guardare la prima puntata che è andata in onda martedì 12 dicembre).

Il secondo fronte sul quale si muove il progetto EUNews consiste nella realizzazione di conferenze nelle scuole superiori toscane sui temi dell’attualità europea attraverso l’analisi del modo in cui vengono presentati dai media nazionali, oltre che di seminari di approfondimento per i docenti. Le prime lezioni sono calendarizzate all’inizio di gennaio in alcune scuole di Grosseto, Lucca, Pisa e Massa.

Progetto EUPath. In Toscana CesUE sta collaborando anche nella realizzazione del progetto “EUPath - from Governance to Government” della Scuola Superiore Sant’Anna. Sono già in programma conferenze nei Licei e negli Istituti secondary di tutta la regione: la prima si terrà al Liceo Vallisneri di Lucca. Oltre a offrire cicli di lezioni per gli studenti delle scuole superiori sul tema del cammino che l’Europa deve percorrere in tutte le province toscane, il progetto prevede seminari di approfondimento per i docenti interessati

Progetto EUAct. Con il contributo di CesUE, l’Università telematica eCampus sta realizzando il suo primo progetto Erasmus+ che offre alle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia una serie di iniziative davvero innovative: le Giornate di Consapevolezza Europea portate nei cinema grazie alla versione cinematografica di “Europa : che Passione!”, tre incontri di formazione per i docenti in modalità mista presenziale e a distanza secondo un programma validato dal MIUR e elaborato con il contributo degli esperti di CesUE, attività di eLearning per le classi. Maggiori informazioni alla pagina: http://www.uniecampus.it/ateneo/eventi/euact-apprendimento-attivo-per-una-cittadinanza-europea-attiva/index.html.

Progetto AwarEU. Il Teatro dell’Odéon di Parigi ospiterà l’ultima delle cinque Giornate di Consapevolezza Europea previste dal progetto multilaterale European Awareness, il 5 febbraio 2018 con la collaborazione dell’Istituto Jacques Delors. Nel frattempo sono in via di realizzazione i corsi online che daranno vita a un vero e proprio Virtual Learning Environment sul processo di integrazione europea in cinque lingue e con diversi obiettivi e destinatari, tra cui anche docenti delle scuole di ogni ordine e grado e giovani cittadini. I corsi sono realizzati con le tecniche più avanzate della comunicazione digitale, in particolare la whiteboard animation. Saranno disponibili tramite il portale www.awareu.eu .

 

II - Editoriale

L’UE tutela i diritti fondamentali in Polonia

In alcuni Paesi europei è in corso un’opera di demolizione progressiva dello Stato di diritto da parte dei rispettivi governi. Il processo è iniziato con Orban in Ungheria, poi emulato con ancora più forza dal governo polacco del partito Giustizia e Libertà, sotto la guida di Kaczinsky, che tutto decide pur senza prendere la responsabilità diretta di governare. Entrambi ritenevano che la Commissione Europea non avrebbe mai avuto la forza politica di utilizzare l’art. 7 del Trattato, che può portare a sanzioni, perdita di fondi e del diritto di voto per uno Stato che violi i diritti fondamentali, i valori o i Trattati europei. L’art. 7 era considerato una sorta di bomba atomica, che mira ad avere una funzione deterrente, piuttosto che ad essere usata. Ma lo stesso si pensava per l’art. 50 sul diritto di recesso dall’Unione, prima della Brexit.

Dopo anni di dialogo la Commissione Europea ha deciso che quando è troppo è troppo. Il tentativo del governo polacco di mettere completamente sotto controllo l’ordine giudiziario - dopo aver indebolito l’indipendenza dei tribunali minori, e abolito gli organi di controllo indipendente di monitoraggio sulle elezioni - ha provocato finalmente la reazione della Commissione. Da un lato ha avviato la procedura prevista dall’art. 7 e dall’altro ha deferito la Polonia alla Corte di Giustizia dell’Unione. Una scelta forte, coraggiosa, necessaria a tutelare lo stato di diritto e quindi i diritti fondamentali dei cittadini europei della Polonia. Perché l’azione della Commissione non è contro la Polonia, ma a tutela della Polonia nei confronti di un governo che sta violando i principi fondamentali su cui la Costituzione polacca e i Trattati dell’Unione si fondano.

Si manifesta anche in Europa un principio teorizzato dai padri fondatori americani: in un sistema federale, caratterizzato da una pluralità di livelli di governo democratico, è difficile scardinare la democrazia. Perché se ciò accade al livello di uno Stato si avrà un intervento del livello federale. E se si provasse a farlo a livello federale si troverebbe la resistenza di tutti i governi federati. Questo che ha favorito il permanere della democrazia in India nonostante la povertà, le guerre e le tensioni, in un contesto in cui gli altri Stati dell’area in condizioni analoghe non riuscivano a mantenere un sistema democratico. Oggi è l’Unione lo strumento principale della salvaguardia della democrazia nei Paesi europei. Ed infatti è il nemico numero uno di tutte le varie forze di estrema destra, che della democrazia liberale farebbero volentieri a meno.

Toccherà ora agli Stati membri decidere se dar seguito all’iniziativa della Commissione. Servirà inizialmente una maggioranza qualificata di 4/5 degli Stati Membri, ovvero 22, e successivamente l’unanimità. La Polonia conta quindi sull’Ungheria per bloccare il processo nell’ultima fase. Questo apre una riflessione critica, dal momento che rispetto a una serie di leggi liberticide in Ungheria la Commissione non ha fatto una scelta analoga. E per avere maggiori chance di successo avrebbe forse dovuto aprire la procedura verso entrambi i Paesi.

La responsabilità è soprattutto del Partito Popolare Europeo, cui aderisce il partito di Orban, che è decisivo per farne il primo gruppo al Parlamento Europeo, scegliendo così il Presidente della Commissione. I partiti europei sono ancora deboli e controllati dai leader dei partiti nazionali. I popolari non hanno avuto la forza di cacciare Orban, e sono così costretti a difenderlo, impedendo all’UE di tutelare i cittadini europei dell’Ungheria, come ora cerca di fare con quelli polacchi. È una grave responsabilità, e mostra che l’UE non è ancora un vero sistema federale, dato che le decisioni fondamentali sono ancora principalmente in mano ai governi nazionali. Questo contribuisce alla fragilità della democrazia in Europa.

Roberto Castaldi per i giornali locali del gruppo GEDI (21 dicembre 2017)
@RobertoCastaldi

 

III - Per approfondire

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